Acne

acne

L’acne è una malattia della pelle di origine europea, chiamata in linguaggio comune “brufoli” o “foruncoli”, caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa. Le parti più colpite sono viso, spalle, dorso e regione pettorale del torace.

Le caratteristiche più comuni nell’acne sono tre:

·l’aumentata untuosità della pelle o seborrea
·il “punto nero” o comedone
·i “brufoli” infiammati (papule) o ripieni di pus (pustole)

L’acne è estremamente comune nei soggetti fra 14 e 19 anni e nei caucasici interessa un terzo dei soggetti; più rara negli individui di pelle nera e ancor di più tra gli orientali. Il sesso maschile è colpito con frequenza lievemente maggiore, ma alla fine del XX secolo è stato rilevato un aumento dell’incidenza dell’acne volgare anche nel sesso femminile. La massima insorgenza di tali manifestazioni nell’età adolescenziale si spiega con l’aumento della secrezione di androgeni[5]. Le forme più gravi sono quasi tutte a carico del sesso maschile. Raro, ma non eccezionale, il protrarsi fino ai 30 anni. L’acne non è ereditaria, ma esistono fattori predisponenti genetici ed etnici.

Sono varie le cause che sono alla base dell’acne, che comportano alterazioni della cheratinizzazione;[6] in situazioni normali solo alcune parti dell’infundibolo della ghiandola sebacea vanno incontro alla cheratinizzazione. A seguito dei cambiamenti ormonali (pubertà, ciclo mestruale, gravidanza), si determina un cambiamento anche nella parte inferiore della ghiandola, provocando dapprima ostruzione, successivamente la nascita del comedone.
Lo stimolo che induce questa ipercheratosi è sicuramente da identificarsi con gli androgeni, che sono in grado di legarsi ai cheratinociti perché sulla membrana di questi ultimi è presente un recettore specifico per gli ormoni. Dal momento, peraltro, che non in tutti i pazienti si rileva un aumento del tasso plasmatico di testosterone, delta-4-androstenedione o deidroepiandrosterone, è verosimile che il meccanismo che scatena l’acne non sia l’iperproduzione di androgeni ma la loro maggiore biodisponibilità a livello dei tessuti periferici.

 

I TRATTAMENTI:

 

Peeling chimico
Il peeling chimico (dall’inglese to peel, “spellare”) è una tecnica dermo-estetica che consiste nell’applicazione di uno o più agenti chimici esfolianti e/o irritanti sulla cute per un periodo sufficiente ad interagire con strati cellulari sempre più profondi dell’epidermide e successivamente del derma, provocando un danneggiamento selettivo e prevedibile della cute.

A livello dell’epidermide il peeling, diminuendo le coesione o lisando i cheratinociti:

· rimuove lo strato corneo della cute e il tappo cheratinico dei comedoni
· aumenta il turnover cellulare con relativa esfoliazione
· inibisce l’attività delle ghiandole sebacee
· in base all profondità di penetrazione, la sostanza chimica adoperata può coagulare la struttura proteica delle cellule (frosting)

Gli agenti chimici maggiormente utilizzati nei peeling chimici sono:

· acido glicolico
· acido mandelico
· acido piruvico
· acido salicilico
· acido tricloroacetico

Le principali indicazioni al trattamento con peeling chimici sono:

· invecchiamento cutaneo
· discromie
· acne in fase attiva o cicatriziale
· acne rosacea
· iperseborrea

 

Laser Spectra VRM III
Il laser SPECTRA VRM III in combinazione con una lozione a base di carbone, questo laser è specificamente progettato per emettere una pulsazione semi-lunga di 300 microsecondi. Questa crea dell’energia foto-termale che riscalda lo strato sottile di pelle di collagene e fibroblasto, facendo apparire la pelle più giovane e sana rispetto a quanto facciano i sistemi laser concorrenti. Insieme ad una consistente stabilità colpo dopo colpo, il VRM è un vero cavallo di battaglia per trattamenti cosmetici come il foto-ringiovanimento, il rimodellamento non ablativo, le rughe sottili, le cicatrici da acne, la riduzione dei pori.

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